Oristano è una piccola città popolata da 30.00 abitanti.
La sua origine è oscura. È possibile, anche se non provato, che sorgesse vicino alla fenicia Othoca o addirittura nello stesso luogo. I ina data/ione quasi certa per la nascita della città attuale è il 1070 « I. C., quando vi si trasferirono gli abitanti della vicina Tharros, per li Infuno: torre di S. Cristoforo o Porta Manna (porta Grande).
Fu capitale del Giudicato di Arborea e fiera oppositrice del dominio aragonese. Oggi è il centro di una delle più fertili aree agricole della Sardegna, cui fa capo anche la bonifica di Arborea. L'industria sta acquistando un peso significativo nell'economia della città. L'artigianato, soprattutto della terracotta, è notevole.
Come tutte le città sarde (ma non solo sarde), Oristano sta conoscendo una crescita edilizia disordinata, tuttavia il suo centro antico conserva la memoria della vecchia struttura e della storia giudicale, che qui ha avuto uno dei suoi luoghi di massima evoluzione politica e culturale.
Della città medievale resta la massiccia Porta Manna (porta grande o principale), detta anche Torre di San Cristoforo, e la Portixedda (porta piccola), che facevano parte della cinta muraria eretta a protezione della città. Nel centro antico si trova la bella casa cinquecentesca, detta Casa di Eleonora (Eleonora d'Arborea, la giudichessa eroina della resistenza antiaragonese e promulgatrice della «Carta del Logu», un codice di leggi che regolamentava le attività e i rapporti delle persone e delle istituzioni).
Vicino al Duomo costruito nel XIII secolo, ma poi ricostruito e restaurato nel 1733 e nella seconda metà dell'Ottocento — si trova VAntiquarium Arborense, che contiene una interessante collezione di reperti neolitici, nuragici, punici e romani, e una piccola raccolta di dipinti religiosi rinascimentali sardi.
Oristano si trova vicino alla foce del Tirso, in una zona ricca di stagni molto pescosi e di paludi di grandissimo interesse naturalistico e paesistico.
A pochi chilometri dalla città, verso sud, vicino allo stagno che ne porta il nome, si trova il piccolo borgo agricolo di Santa Giusta, dove sorge una delle più importanti chiese medievali della Sardegna, la Cattedrale di Santa Giusta. La sua dimensione è più maestosa di quella delle altre chiese sarde dell'epoca, armoniosamente rapportata all'ampio paesaggio della piana del Campidano, S. Giusta era la cattedrale della diocesi omonima, e porta il segno di questo ruolo nella monumentalità delle forme. Fu eretta tra il 1113 e il 1145, utilizzando anche materiali delle distrutte città puniche di Othoca, Tharros e Neapolis. L'impianto a tre navate ha l'armonia tranquilla delle coeve architetture religiose lombarde. La facciata, anticamente preceduta da un nartece, ha un grande arco che inquadra il portale pisano e una bella trifora. I lati esterni sono ornati da
158 archi appoggiati su mensole e lesene, nell'abside gli stessi archi sono retti da semicolonne. Le colonne interne provengono in parte dalle rovine delle vicine città, le altre, romaniche, furono realizzate appositamente dalle abili maestranze, che lavorarono in seguito alla costruzione di altre chiese sarde.