Territori della Nurra e Alghero
 
 
 
 
Esperienza:
 

Alghero è una delle pochissime città di mare della Sardegna ed è una città molto poco sarda. Vi si parla la lingua catalana antica, il suo nome originario era Barceloneta (piccola Barcellona).
Durante tutta l'occupazione spagnola era strettamente riservata agli Spagnoli e ancora oggi è molto legata alla madre-patria catalana, verso la quale è rivolta anche geograficamente.
La vecchia Alghero è una città fortificata (fondata nel 1102 dai Genovesi, passata nel 1353 agli Aragonesi) che conserva ancora in buono stato tutti i bastioni fortificati verso il mare e alcune torri interne alla città, capisaldi delle antiche mura.
Anche qui l'architettura religiosa è predominante rispetto a quella civile, che è stata, per di più, molto manomessa.
Il Duomo è un interessante complesso nel quale sono presenti stili assai lontani fra loro. La porta dell'abside, il campanile con la freccia svettante e i doccioni sono gotici; la facciata è neoclassica con grande pronao colonnato; l'interno, restaurato, mostra pilastri e volte nervate di tardo stile gotico-catalano.
San Francesco rimaneggiata — dopo la sua costruzione che risale al XIV secolo — conserva all'interno il presbiterio, le cappel¬le ad archi gotici e il matroneo laterale. Nel grazioso chiostro, d'estate, si svolge una intensa attività concertistica.
San Michele chiesa barocca con una suggestiva cupola ricoperta di ceramiche colorate e lucenti.
Nella città vecchia è deliziosa la passeggiata lungo i bastioni a mare (Lungomare Colombo), da cui si godono viste sui golfi e le insenature a nord e sud di Alghero, fino a Capo Caccia e a Torre Poglina.
Ad Alghero si pescano e si mangiano le più buone aragoste d'Italia.
I dintorni di Alghero presentano un doppio ordine di interesse, naturale e archeologico.

La bellezza del mare di Alghero è straordinaria, i suoi colori affascinanti, la sua freschezza lascia senza respiro. In barca è bello navigare lungo le coste per raggiungere a nord Punta Galera, Punta Giglio, il Golfo di Portoconte chiuso dalla mole calcarea di Capo Caccia (m. 208), poi la costa altissima e rocciosa si abbassa dolcemente fino al Golfo di Porto Ferro con la sua stupenda spiaggia dorata e il retrostante Lago di Baratz, per risalire poi verso il Capo dell'Argentiera.
Capo Caccia racchiude la stupenda grotta di Nettuno, accessibile dal mare ma anche da terra, attraverso la lunghissima scala «del Cabirol» (del capriolo), e la bella grotta detta di «pizzi e ricami».
La costa è ricca di insenature sabbiose molto piacevoli per il bagno; le più ampie: Le Bombarde e II Lazzaretto (con torre spagnola, una delle 80 fatte costruire da Filippo II a guardia delle coste).
A sud la costa è più bassa, con scogli affioranti, fino alla spiaggia della Speranza, si eleva in dirczione di Bosa, fino a raggiungere i 250 m. di Capo Marargiu.
I luoghi indicati finora sono raggiungibili anche per via terra, attraversando una rete stradale di ottimo livello.