Territorio della Marmilla
 
 
Esperienza:
 

II primo itinerario offre, oltre alla Barbagia, il passaggio per la Bassa Marmilla con lo straordinario villaggio nuragico di Barumini, e la visita alla stupenda «giara» di Gestori.
La Marmilla è costituita da piane leggermente ondulate da cui emergono colline basaltiche coniche o altipiani, sempre basaltici, le «giare» che costituiscono, oltrecché una curiosità geologica, una testimonianza storica dei modi di difesa delle popolazioni di età nuragica.
Prima di arrivare alla zona delle «giare», si incontrano due straordinarie testimonianze della storia nota e ignota della Sardegna. Le rovine del Castello di Las Plassas: su una collina perfettamente conica si ergono, visibili da grande distanza, i ruderi del primo baluardo difensivo del giudicato di Arborea verso le terre di Cagliari.
// Castello e il villaggio nuragico di Barumini, Su Nuraxi, quasi a significare la rappresentatività assoluta e mitica della civiltà nuragica che esso invera.
Il grande complesso nuragico è stato costruito e rimaneggiato in epoche successive. Gli studi stratigrafici hanno consentito il riconoscimento di questo lavoro lunghissimo. L'ultima fase della fabbrica risale ali'Ottocento-Seicento a.C.
L'opera completa occupa circa 2000 mq. Il nucleo primario è costituito dalla bella torre centrale di basalto e lava basaltica, in grandi blocchi sovrapposti a secco. Oggi, dei quattro piani originali, restano solo il piano terra e il primo piano. La sua costruzione è compresa tra il XV e l'XI secolo a.C. In seguito, tra il IX e rVHI secolo fu costruito un bastione quadrangolare, con quattro torri secondarie, in corrispondenza degli spigoli, che racchiudeva il cortile col grande pozzo. Tra l'VH e il VI secolo fu costruito un 134
 

ulteriore bastione antemurale ottagono, guarnito da sette torri. Il suo lato di nord-est si allarga per includere la grande sala del consiglio. Il castello poteva accogliere trecento difensori. Attorno al castello il villaggio, nel suo lato orientale restano tracce di una cinquantina di capanne.
I Cartaginesi distrussero parte della fortezza verso la fine del VI secolo. I resti furono ancora utilizzati, anche dai Romani che ne fecero un sepolcreto.