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Territori della Gallura
 
 
 
 
Esperienza:
 

La Gallura è caratterizzata da una struttura geomorlblnli i graniti antichi, lavorati dal tempo e dal vento in modo strao i i mente vario (i tafani), cosicché ci si trova di fronte : stupefacente bellezza e maestosità in cui pietre e.i formano veri e propri monumenti naturali. In questa regio" proprio le caratteristiche naturali gli elementi di maggiore m> • per il visitatore che percorra la fascia costiera o si spinga nell ' In no.

La costa della Gallura è del tipo a «ria», costituita cioè tln moltitudine di golfi e insenature profonde in cui il lavorio del n tende a separare dalla terraferma nuclei rocciosi che formano scogli immersi in acque trasparenti e variegate.
I luoghi più suggestivi di questa costa sono stati pesa n I e 11 n toccati da insediamenti turistici non sempre rispettosi della si 11 dinaria natura, che tuttavia riesce ancora a emergere in potenza e a farsi riconoscere malgrado la volgarità dell'uomo.
I luoghi più suggestivi sono:
Golfo di Marinella, Punta Capriccioli, Pitrizza, Capo d'O Porto Liscia e la foce del fiume Liscia, Porto Pozzo, Punta I ''alo Capo Testa, Costa Paradiso. Le strade percorrono tutta hi la costiera mostrando panorami variati e affascinanti, e consonimi raggiungere il mare abbastanza facilmente. Con una piccola di¬zione dalla strada Olbia-Porto Cervo verso l'interno, si raggili i San Pantaleo (m. 169 s.l.m.), piccolo villaggio in posiziono molln suggestiva.
 
All'interesse paesaggistico che investe l'intero itineranti m stiero si aggiunge la presenza di importanti reperti archeologi nella zona di Arzachena: nuragicodi Cabu Abbas; "hi mlie Maldiittu o Albucciu, tra Mulino di Arzachena e m.i, lunno la SS. 125; i < inibii ili giganti a Li Muri nella zona di Torre Vignola;

 

 

Anche l'interno della Gallura è reso suggestivo dalla presenza maestosa dei graniti e dai boschi di sughera, elemento dominante del paesaggio vegetale gallurese. Lo scorticamento dei fusti, per l'utilizzazione della corteccia delle querce da sughero, rende questi boschi particolarmente suggestivi per i colori sanguigni che assumono i tronchi degli alberi e il contrasto col verde scuro-argento delle chiome.
Gli elementi naturali più importanti di questa zona sono costituiti dal massiccio del Monte Limbara (1358 m.) e dai frastagliati monti di Aggius.
Anche qui il territorio è disseminato di resti archeologici interessanti:
— nuraghe Izzana, presso Aggius;
— nuraghe Maiori, presso la SS. Tempio-Santa Teresa;
— nuraghe Punta Lu Nuracu, in territorio di Nuchis;
— nuraghe Agnu, sul monte di Deu;

  1. monumenti dolmenici nel territorio di Luras (Alzoledda, Bilella, Ladas).

 

Nessuno dei centri urbani di questa zona presenta caratteri architettonici o urbanistici di particolare interesse. È la posizione naturale, il paesaggio in cui sono collocati o il paesaggio che dominano che li rende gradevoli.
Sono tuttavia da segnalare alcuni monumenti o curiosità.

 

 

La Gallura
Tempio
Situata su un altopiano ai piedi del Monte Limbara, è il capoluogo della Gallura, La sua posizione panoramica è eccezionale perché domina le frastagliate montagne granitiche della Gallura, popolate di boschi di sughera e i dolci avvallamenti di vigneti.
La parte centrale storica della città, realizzata nel Settecento e nell'Ottocento, ha una certa unità architettonica derivante dall'uso del grigio granito squadrato, che è il materiale predominante, e da un impianto urbano semplice e severo, tutto orientato verso il cuore della città costituito da due piazze, la piazza Gallura, centro civile, e la Piazza S. Pietro, centro religioso, in cui è localizzata la bella cattedrale.
 

Un ponte collega La Maddalena all'isola di Caprera.
Qui, dal 1855, Garibaldi avviò un lavoro duro e paziente di dissodamento e coltivazione e cercò di costruire un'azienda agricola piantando alberi da frutta, allevando bovini, pecore, cavalli, animali da cortile, api, scavando pozzi per l'irrigazione e segnando sentieri. Attorno alla sua bella casa bianca restano ancora le tracce vegetali di questo sogno, tutto costruito sulla memoria dell'avventura latino-americana.
A Caprera è situata la più rinomata scuola di vela d'Italia.
L'isola è molto bella, ricca di insenature sabbiose e di boschi di pini che arrivano fino al mare, aprendosi la strada tra i graniti imponenti.
Stupendo è il giro in barca per le quattro isole minori, delle quali Santa Maria è la più incantevole. Bisogna trovare però una giornata poco ventosa.
 
 
 
 
L'arcipelago della Maddalena


Dalla Sardegna alla Maddalena si va in traghetto da Palau. Lo spettacolo delle isole e della costa gallurese di Palau vale da solo il viaggio (che del resto dura appena 15 minuti). L'arcipelago, situato all'ingresso delle Bocche di Bonifacio — il braccio di mare che separa la Sardegna dalla Corsica — è costituito da sette isole principali. Tre molto vicine alle coste galluresi, Caprera, Santo Stefano, La Maddalena; quattro più distanti, Spargi, Budelli, Razzoli, Santa Maria. Tra di esse affiorano isolotti e scogli secondari. L'arcipelago è una traccia emergente della costa orientale del massiccio sardo-corso.
Le isole sono tutte di granito rosato, con una robusta vegetazione cespugliosa che occupa le parti più alte, resistendo al vento che perennemente soffia su quel mare azzurrissimo e freddo. Piccole insenature di sabbia rosata si insinuano tra le grandi rocce, arrotondate dal vento e dalle onde.
La Maddalena è l'isola più grande e l'unica abitata stabilmente. L'espansione del primo nucleo urbano è dovuta al ruolo di base di rifornimento della Marina Italiana, che fu assegnato nel 1887 all'arcipelago.
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Olbia
II porto (Isola Bianca) è costituito da una diga di 1400 m. che collega la città — situata nella parte più interna del golfo, in zona paludosa e di bassi fondali — con lo scoglio dell'Isola Bianca su cui è situata la stazione marittima.
L'arrivo a Olbia per mare è uno dei più suggestivi approcci alla Sardegna, per il magnifico spettacolo offerto dal golfo, chiuso dalla massa maestosa dell'Isola di Tavolara (m. 564 s.l.m.) e da Capo Figari. Se si arriva all'alba, i colori sono cosi straordinari che ripagano della levataccia.
La chiesa di S. Simplicio, cattedrale della diocesi di Civita, è costruita alla fine dell'XI secolo in blocchi di granito. L'impianto basilicale è a tre navate coperte da volte a botte che sostituirono, a seguito dei numerosi rimaneggiamenti e aggiunte, la primitiva copertura a capriate. La fronte è costituita da una sovrapposizione di elementi romanico-lombardi a motivi romanico-pisani.

 

 

Palau

II piccolo centro si affaccia sulle Bocche di Bonifacio che separano la Sardegna dalla Corsica. Dal suo porto si effettuano i collegamenti con la Maddalena.
Da Palau si gode una splendida vista sull'arcipelago della Maddalena e sull'azzurro mare ventoso dello stretto.

 

Santa Teresa di Gallura

 

Sul fondo del fiordo di Longonsardo è situato il centro di Santa Teresa di Gallura, una piccola città quasi «di fondazione» sabauda. Nel 1808 infatti il villaggio portuale di Longon divenne comune e cambiò nome, assumendo quello di Maria Teresa, regina di Sardegna. Il capitano piemontese Magnon disegnò un piano per la nuova città, che riproduceva in piccolo la trama a scacchiera della capitale lontana, con la grande piazza centrale, le strade che si incrociano ad angolo retto. L'impianto è ancora oggi chiaramente leggibile, nonostante le manomissioni edilizie recenti.